Carnac (Karnag in Bretone) è un piccolo paese balneare affacciato sulla costa del Morbihan. Dalla strada che dal piccolo centro porta verso la “plage” è possibile acquistare una squisita prelibatezza bretone: il kouing amman, torta di burro salato. Ma ciò che rende famoso questo sito è situato a circa un chilometro dal paese: il più grande raggruppamento megalitico del mondo con tantissimi menhir (massi posti verticalmente sul terreno) perfettamente allineati per vari chilometri tanto da conferire al sito il nome di “capitale della preistoria”.
La nostra visita comincia proprio qui, a Le Menec, il complesso più grande e meglio conservato. Il sito è formato da varie file allineate di gigantesche pietre, alcune alte anche quattro metri e dal ragguardevole peso di 50 tonnellate! La visione è assolutamente affascinante; neanche le migliori fotografie riescono a rendere l'atmosfera che aleggia tra queste pietre. Purtroppo però il sito è chiuso, non è quindi possibile accedere ma solo ammirarlo dalla strada. La recinzione è soprattutto per tutelare le piante che crescono in quel luogo.
Ma un grande mistero ancora aleggia tra le pietre. Chi le ha posizionate in questo modo? E soprattutto perché? La cava da dove giungono le pietre si trova a circa 20 km dal sito, e già la prima domanda viene fuori: come sono state trasportate tutte queste pietre? Molte leggende circondano Carnac. Quelle più fantasiose vogliono che un Papa bretone scacciato da Roma avesse pietrificato il contingente di soldati mandati da Roma a sottomettere la regione. Altre vogliono attribuire alle pietre poteri curativi generati dalla radiazione energetica. E quindi era pratica comune quella di sfregarsi sulle pietre per combattere vari mali o per rinvigorirsi. Inoltre le pietre possedevano poteri legati alla fertilità. L’usanza era quella di far sfregare il ventre delle donne sulle pietre per garantire la gravidanza. Alcune pietre erano in grado di rendere feconde anche donne sterili. Queste leggende sono legate al percorso storico dei Bretoni, che si sentono discendenti dei druidi e del popolo dei Celti, legati alla loro lingua, alla loro cultura e alle loro tradizioni.
Gli storici invece pensano che Carnac fungesse da luogo religioso, dove durante i solstizi una lunga processione percorreva gli allineamenti, o, come Stonehenge, fungesse da osservatorio astronomico. Comunque sono molte le domande rimaste senza risposta. E troppe ancora le ipotesi. Per questo motivo Carnac rimane un luogo affascinante e misterioso. Tra il sito di Le Menec e Carnac merita una visita il “Musée de Préhistoire di Carnac" uno dei più grandi d'Europa, che ospita reperti archeologici che coprono un intervallo temporale vastissimo, con ricche collezioni del periodo paleolitico, del mesolitico e del neolitico, relative in particolare agli oggetti ritrovati all'interno dei dolmen dei dintorni, e una gita in barca nel golfo di Morbihan, dove molti dolmen e menhir sono sprofondati pochi metri sotto la superficie del mare. Prima di ripartire un piccolo souvenir: una pannocchia che ci avrebbe accompagnato fino alla fine del viaggio, e una corroborante ricarica energetica da una pietra posta al confine della recinzione.
Terminata la visita di Carnac abbiamo preso la strada per Quiberon nell’omonima penisola. Più che una penisola in alcuni tratti sembra un vero e proprio lembo di sabbia, che con la bassa marea sembra divenire un cimitero di barche. E’ qui che si vive la vera Bretagna, circondati dal mare, sferzati dal vento e dalle maree.
Quiberon è un piccolo paese con un lungomare pittoresco, costellato di piccoli negozi di artigianato, e una bellissima spiaggia battuta dal mare. Non nego che anche noi abbiamo approfittato di un’ora tra quelle splendide dune. Nei numerosi ristorantini che costeggiano la spiaggia è possibile mangiare un classico spuntino Bretone: “moules et frites” ovvero cozze e patatine fritte. Dal porticciolo del Quiberon inoltre partono le navi per Belle Ile en mer (isola bella), la più grande delle isole bretoni e Ile d'Houat: spiagge di sabbia fine e acque di un blu trasparente, case imbiancate a calce: Houat è charme allo stato puro.


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