Equites errantes - home Viaggi & Weekend Toscana Pienza e Abbazia di Sant'Antimo
Pienza e Abbazia di Sant'Antimo
Scritto da Silvia   
Domenica 26 Aprile 2009 16:11

Pienza è un paesino rinascimentale nella Provincia di Siena che fiorisce grazie a un suo concittadino: Enea Silvio Piccolomini che divenne papa nel 1458 con il nome di Pio II. Infatti l'antico nome di questa cittadina è Corsignano poi da quando Pio II volle darle splendore, lui stesso la ribattezzò la città di Pio, appunto Pienza. Sorge su una collina di circa 600 m. e si affaccia sulla Val d'Orcia, dal nome del fiume che vi scorre. In questa vallata, riconosciuta patrimonio dell'umanità dall'Unesco, passa una via che è stata molto percorsa dai pellegrini nel Medioevo, la famosa via Francigena che unisce l'Inghilterra a Roma. In tutta la zona si produce un ottimo formaggio pecorino, salsicce di cinghiale e lardo, pancetta e lonza di un tipico maiale di dimensioni ridotte, ma molto più grasso rispetto al suino più conosciuto, detto "la cinta" (perchè è tutto nero con una striscia bianca intorno al corpo), per non parlare del famoso Brunello di Montalcino. Infatti è facile sentire gli odori dei loro prodotti genuini percorrendo le vie del borgo ricche di botteghe. E' vivamente consigliato l'acquisto!

La Cittadella si può visitare in una mattinata e bisogna assolutamente vedere la Chiesa francescana costruita nel XIII sec.  in stile romanico, poco luminosa, con travi in vista, ormai spoglia perchè gli  affreschi che comparivano sulle pareti purtroppo sono andati persi in gran parte. Ciò è dovuto al fatto che durante i periodi in cui si diffondeva la peste, si credeva che si potesse eliminare il contagio ponendo la calce sui muri e così sono state distrutte numerose opere d'arte.

Da non perdere il Duomo o la Cattedrale (perchè c'era la cattedra vescovile) voluta da Pio II, realizzata con tutt'altra concezione dal Rossellino, in stile rinascimentale con tre navate divise da colonne. Il Papa ha voluto che fosse piena di luce, un'idea modernissima per quei tempi e perciò è caratterizzata da grandi finestre ed è posizionata in modo che dall'alba al tramonto riceva i raggi del sole. Le pareti non sono affrescate ma decorate da pale di legno che raffigurano la Madonna e i Santi. Il Rossellino durante i lavori si accorse subito che la parte vicino all'altare cedeva. Aveva comunicato al Papa il pericolo del crollo ma Pio II volle, comunque, il proseguimento dei lavori. Ad oggi è possibile notare una piccola discesa all'altezza dell'altare e  gli studiosi ancora si interrogano su come faccia a non crollare su se stessa. Subito dietro l'altare c'è il "deambulatorio", un passaggio percorribile che permetteva il flusso continuo dei pellegrini. Sia sul timpano del Duomo che su alcuni palazzi della cittadina colpisce l'attenzione lo stemma della famiglia Piccolomini che consiste in uno scudo su cui sono disegnate cinque mezzelune a significare che un antenato della famiglia partecipò alla quinta crociata.

La piazza antestante la Cattedrale in cui si affaccia anche il Palazzo Comunale e il Palazzo Piccolomini, è molto piccola ma ciò non si nota perchè è stata concepita sfruttando i principi della prospettiva, quindi apparentemente sembra rettangolare, in realtà è trapeziodale. Infatti le vie che costeggiano la Cattedrale sono divergenti invece che parallele.

La pianta della cittadina con le strade e gli edifici è stata disegnata su carta, quindi ideata razionalmente a tavolino, prima che venissero costruiti i palazzi. Anche questo fatto fu una novità per quell'epoca, dato che solo in tempi molto più recenti si è incominciato a parlare di piano regolatore. Inoltre i lavori furono completati in soli quattro anni nel 1462 come ricordato da un'iscrizione sul pozzo che si trova in piazza.

Una volta visitata Pienza è facile raggiungere in breve tempo l'Abbazia di Sant'Antimo. Durante il viaggio è possibile ammirare la campagna circostante  caratterizzata da vigneti, uliveti e campi di grano in cui  sorgono cipressi isolati o riuniti in piccoli gruppi che ricordano l'antica usanza di delimitare i confini dei terreni. All'inizio di ogni filare vengono piantate delle rose. Il motivo di ciò va rintracciato nel fatto che nel caso in cui ci fossero dei parassiti questi attaccherebbero prima i petali dei fiori così il contadino sarebbe avvisato in tempo per salvare le viti utilizzando pesticida. Inoltre si può notare la presenza di numerosi lecci tant'è che il nome Montalcino è composto da Monte e ilicino che deriva dal latino ilex, -icis che significa leccio o elce, albero tipico di questa zona.

Si resta stupiti dalla posizione e dal sito in cui sorge l'Abbazia. Il paesaggio è incantevole, con le dolci colline dal verde brillante e dai campi ordinatamente arati.  Numerosi artisti giungono da tutto il mondo per dipingere e ritrarre tale bellezza.  Tutt'intorno e all'interno di questo luogo regna il silenzio. L'architettura è in stile romanico con colonne esterne e rifiniture in alabastro, un materiale che più viene lavorato e sottoposto alla luce più diventa trasparente.  L'intero edificio svetta in alto quasi a raggiungere Dio. Si respira spiritualità di un tempo remoto... Tra l'VIII e il IX  sec. è stata costruita e lo stesso Carlo Magno si ristorò e alloggiò presso i monaci agostiniani (che ancora oggi sono presenti in una piccola comunità) durante il viaggio di ritorno da Roma, dopo essere stato incoronato imperatore da Papa Leone III nell'800. 

Vi consigliamo vivamente di andare a visitare queste bellezze della Toscana...aspettiamo i vostri commenti!

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Ottobre 2009 08:41
 

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