Dopo aver attraversato con il pullman lo stretto che separa l'isola di Djerba dalla Tunisia abbiamo subito preso il ritmo di marcia. Purtroppo non c'è verso di potersi fermare, il pullman fa solo le tappe obbligate e la prima sarà solo a metà strada, in un piccolo bar dove tutti scenderanno ad acquistare qualche bibita!
Si riparte per Gabes. Gabes è una città di scarso interesse, non ci sono monumenti da vedere, ma possiede una grande oasi ricca di palme da dattero (300.000 palme) e alberi da frutto.
E' il punto di congiunzione tra il litorale e il deserto. Il deserto, qui intorno, non è ancora quello caratterizzato dalle dune di sabbia, qui è il pre-deserto, con la sua roccia rossastra e polverosa. L'oasi si estende per 6 km e i turisti la percorrono, generalmente, in calesse.
La nostra unica tappa che viene organizzata è per lasciarci dieci minuti a fare shopping davanti ad alcuni chioschi di souvenir. Abbiamo percorso con l'autobus un lungo tragitto attraverso il Chott ossia il lago salato. E' una depressione che si è formata migliaia di anni fa quando un aumento della temperatura ha fatto evaporare l'acqua e adesso quello che rimane di quel mare è un grandissimo deposito di sale.
E' proprio qui che si creano le famose allucinazioni, proiezioni del nostra mente. Non è altro che un fenomeno di rifrazione, i cristalli di sale riflettono quello che è anche a centinaia di chilometri, ecco perchè sembra che all'orizzonte ci sia sempre una montagna o qualche oasi. Ci fermiamo giusto una decina di minuti per passeggiare su quel mare di cristallo che ci scricchiola sotto i piedi, per fare qualche fotografia e (personalmente) per assaggiare un po di quel sale. Confermo, salato, ma c'era da aspettarselo.
Riprendiamo la marcia fino ad arrivare a Tozeur dove il gruppo si divide, alcuni sono rimasti a visitare l'affascinante oasi altri, (come me) sono andati a visitare le oasi di montagna. Al ritorno dalle oasi abbiamo visitato il museo di Tozeur. Qui vi sono raccolti, in un edificio che è la ricostruzione della reggia del presidente, alcuni scenari di vita a palazzo, armi antiche, gioielli, libri, vestiti, utensili e una piccola mostra di quadri. Poi, distrutti dalla fatica, a nanna.
Al mattino un piccolo giro a Tozeur e poi visita allo zoo(chiamiamolo cosi, ma ci vuole coraggio). Siamo prima entrati nella parte botanica. Ci sono una marea di piante coltivate, europee, caraibiche ecc. insomma piante che non dovrebbero essere in questo posto cosi caldo e cosi secco.
Siamo poi arrivati allo zoo vero e proprio dove ci sono un pò di animali spennacchiati, un dromedario che beve la coca cola dalla bottiglia, serpenti e scorpioni dentro i pacchetti di sigarette, con le classiche battute (per vostra suocera!) e un animalaccio che per poco non graffia uno di noi!.


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