Sarebbero fino a 100 i morti e molti di più i feriti, in seguito al sisma di magnitudo 8.3 registrato fra le Samoa occidentali e le Samoa americane, che ha generato uno tsunami con onde fino a otto metri. Lo ha detto a Radio New Zealand il funzionario dell'ufficio gestione disastri di Samoa, Ausegalia Mulipola, aggiungendo che le squadre di soccorso continuano la ricerca delle vittime e dei sopravvissuti, mentre si ha notizia di interi villaggi inondati e distrutti nel sudest del Paese. La capitale di Samoa, Apia, è stata evacuata e migliaia di persone sono state trasferite in terreni più elevati. Ma i timori maggiori sono per le comunità isolate delle isole minori. 

Intanto la Nuova Zelanda si prepara a mandare un aereo militare Orion per aiutare nella ricerca dei sopravvissuti, mentre il governo australiano preannuncia l'invio di aiuti. Il presidente Barack Obama ha dichiarato lo 'stato di disastro' nel territorio delle Samoa americane. Obama ha ordinato alle agenzie federali l'invio immediato delle risorse necessarie "per i soccorsi e per le opere di ricostruzione". L'arcipelago nel Pacifico è stato colpito da un forte terremoto e pochi minuti dopo da uno tsunami che hanno causato decine di vittime nella regione. Sono almeno 24 i morti e 50 i feriti nella parte americana delle isole. Il bilancio provvisorio delle vittime è fornito dal governatore Togiola Tulafono, in visita alle Hawaii per una conferenza governativa. Secondo Tulafono, la parte meridionale di Tutuila, la principale delle isole delle Samoa americane, è stata "devastata" ed il bilancio dei morti è probabilmente destinato a salire ancora: molte aree sono tuttora inaccessibili infatti a causa delle strade e dei ponti danneggiati, in particolare nell'ovest dell'isola.


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