CITTA' DEL MESSICO
Quarantena, stretto controllo delle importazioni di carne di maiale, osservazione dei passeggeri con sintomi influenzali, costante monitoraggio delle aree a maggiore sovraffollamento, come aeroporti, stazioni e metropolitane. Sono alcune delle misure prese dalle autorità sanitarie di tutto il mondo per cercare di impedire la diffusione del virus della febbre suina che in Messico ha già provocato 103 morti e contagiato 1.614 persone. Oltre al Messico e agli Stati Uniti, primi Paesi colpiti dal virus H1N1, casi di febbre suina sono stati registrati in Nuova Zelanda, Spagna, Israele e Canada. Anche in Francia l'allerta resta alta ma il ministro della Sanità Roselyne Bachelot ha detto che tutti i casi sospetti sembrerebbero non legati all' influenza suina.
La Commissione europea intanto propone la convocazione di una riunione straordinaria dei ministro della Sanità dei paesi Ue. Secondo il direttore generale dellàOrganizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, il nuovo virus àpotrebbe provocare una pandemiaà. Gli Stati Uniti hanno dichiarato lo stato dàemergenza sanitario dopo che i casi umani di febbre suina accertati nel Paese sono saliti a venti. Il segretario alla Sicurezza nazionale Janet Napolitano ha precisato che tutte le persone che si presenteranno alla frontiera dai Paesi colpiti da virus saranno sottoposte a controlli. Durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, Napolitano ha precisato che circa 12 milioni di dosi di Tamiflu, il medicinale antivirale, sono pronte per essere distribuite negli Stati che ne faranno richiesta e in particolare in California, Texas, New York, Kansas e Ohio.
Il presidente Barack Obama sta seguendo da vicino l'evolversi della situazione e ha ordinato ai suoi collaboratori una risposta efficace, energica e coordinata. Per quanto riguarda l'Italia il ministro Frattini ha assicurato che ài rischi sono davvero insignificantià. L'Italia ha comunque già pronte 40 milioni di dosi di farmaci anti virali. La Farnesina, intanto, ha sconsigliato a tutti i cittadini italiani di recarsi nelle aree del Messico interessate dal contagio dell`influenza da suini: àA meno di motivi improrogabili si consiglia ai viaggiatori - suggerisce il Ministero - che intendano recarsi nelle zone sopra indicate di rinviare i propri programmi di viaggio in attesa che la situazione sanitaria locale torni alla normalità. Per precauzione la Russia, la Cina, Hong Kong e Taiwan hanno deciso di mettere in quarantena tutte le persone che presentano i sintomi del virus mortale. Lo stesso ha fatto la Spagna, con otto giovani appena rientrati dal Messico con sintomi dellàinfluenza. L'aeroporto Narita di Tokio controlla la temperatura corporea di tutti i passeggeri in provenienza dal Messico. Se la Russia, la Serbia e la Cina hanno deciso di proibire làimportazione di carne suina che proviene dal Messico, ma anche dalla California, dal Texas e dal Kansas, la Corea del Sud ha deciso di rafforzare i controlli antivirali su prodotti ottenuti dai suini messicani e americani.
La Commissione europea ha fatto sapere di seguire àda vicinoà làevoluzione del virus dellàinfluenza suina, sottolineando che ànessun caso à stato segnalato in Europaà. àLa Commissione à in contatto diretto e stretto con le autorità americane, con làOms (Organizzazione mondiale della Sanità, ndr), gli Stati europei e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)à, ha spiegato una portavoce incaricata delle questioni sanitarie a Bruxelles. Da parte sua làOrganizzazione mondiale della Sanità ha spiegato che i paesi asiatici, che hanno affrontato l'emergenza Sars nel 2003, sono meglio preparati a far fronte ai rischi di una pandemia di febbre suina, mentre gli Stati Uniti hanno fatto sapere che il vaccino antinfluenzale stagionale sarebbe inefficace contro il virus H1N1. La Banca mondiale, infine, ha annunciato il prestito di 25 milioni di dollari al Messico per làacquisto di medicinali e attrezzatura medica. A lungo termine saranno invece 118 i milioni di dollari che la Banca Mondiale presterà al paese del Centro America allo scopo di migliorare le sue infrastrutture sanitarie.

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