Legalizzato il commercio di organi da donatori viventi a Singapore. Il parlamento della città-Stato asiatica ha dato il via libera alla legge che autorizza i 'rimborsi' per la donazione di organi da parte di persone che sono ancora in vita. Una decisione presa dopo due giorni di dibattito, con 79 voti a favore su 84 (4 astensioni e un voto contrario). Nel corso del confronto solo una piccola minoranza di parlamentari ha espresso preoccupazioni per la "possibile legalizzazione del traffico di organi", riferiscono i media locali. Lo stesso ministro della Sanità, Khaw Boon Wan, ha sottolineato con forza che la nuova legge non autorizza il mercato degli organi, ma fissa regole certe, correggendo le "posizioni estreme" delle norme precedenti, che "criminalizzavano ogni tipo di pagamento ai donatori". In ogni caso, le entità dei 'rimborsi' saranno determinate in base alle richieste.
E c'è chi teme che, complice l'attuale crisi economica, la nuova legge potrebbe indurre le persone a scegliere di donare un organo proprio per avere in cambio una piccola somma. Il provvedimento, inoltre, potrebbe favorire il turismo sanitario nella città-Stato da parte di malati stranieri in attesa di un trapianto. Il turismo sanitario è un business a tutti gli effetti e il concetto di salute perde la sua natura di diritto intrinseco dell’uomo. La conseguenza del trattare la salute come un business è la logica degli investiment: essi si spostano verso interventi più redditizi e non verso interventi di prevenzione delle malattie e l’interesse permane sul sintomo e non nel rimuovere le cause, cosa che avremmo assistito in una politica sanitaria che mira al mantenimento della popolazione in salute.
Si spera che le organizzazioni umanitare si attivino per contrastare il fenomeno. Sembra quasi di avvicinarsi a quei terribili futuri cyber punk.

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