'Ritengo doveroso intervenire sul dibattito di questi giorni, in merito alla mia posizione sull'aeroporto di Sibari, e sulla sua funzione strategica per lo sviluppo economico dell'area Nord della Calabria, e puntualizzare, ancora una volta, il mio punto di vista sull'argomento'. Lo afferma in una nota l'assessore regionale al turismo, Damiano Guagliardi. 'Partendo dall'assunto reale - aggiunge - che la Calabria, dal punto di vista geografico, si presenta come una grande penisola nel mar Mediterraneo, lontana dalle aree forti dell'economia nazionali e peggio ancora internazionali, la stessa ha bisogno dell'uso del trasporto aereo per collegare celermente la regione a queste aree che generano turismo ed economia. Per la Piana di Sibari, ossia l'area della Magna Grecia e dei luoghi del cammino della storia di questa regione e dell'Italia, l'aeroporto deve avere una funzione di vettore turistico importante che serva quei paesi di grande espansione turistica e di grandi consumi.
Questi sono stati sempre il mio pensiero e la mia azione, nel considerare strategica questa opera. Vado ripetendo cio' da tempo ed in ogni occasione'. Guagliardi cita inoltre un suo intervento nel nono Rapporto sul Turismo in Calabria, nel quale evidenzio' che 'quando si sostiene la necessita' di un aeroporto per il nord della Calabria, capace di potenziare un'area importante dell'economia agricola e turistica della Calabria, che e' quella della piana di Sibari, non lo si fa per come e' stato detto perche' si e' suggestionati da provincialismo culturale che vede nella costruzione dell'aeroporto l'affermarsi di uno status simbol territoriale. Al contrario in quella proposta c'e' la modernita' sull'analisi dello sviluppo e sulla competitivita' dei mercati, compreso quello turistico. I nostri ritardi, quelli storici e strutturali, non sono solo la criminalita' organizzata e neppure l'assenza di una struttura produttiva inadeguata ai consumi, ma nascono anche e forse soprattutto dall'isolamento fisico e territoriale di questa regione. Per cui sarebbe sciocco e banale rivendicare un aeroporto da esporre come fiore all'occhiello. Rientrando in ambito esclusivamente turistico il problema e' quello di avere il coraggio di affermare che, stante questo sistema di collegamenti interni e stante l'attuale livello di movimenti passeggeri dell'unico e reale aeroporto calabrese, che e' quello di Lamezia, non si e' in grado di promuovere e spalmare su tutto il territorio regionale una domanda che, tendenzialmente, vorrebbe ritornare a trascorrere le vacanze in Calabria, ma che vorrebbe conoscere anche l'altra Calabria, magari quella piu' a nord o quella piu' a sud, ed anche quella ad est dove si trovano i patrimoni culturali e demo-antropologici, ma e' impossibilitata per l'inadeguatezza dell'attuale sistema di mobilita'. Sostenere il rilancio degli aeroporti di Reggio Calabria e di Crotone, pensare ad un altro aeroporto nella piana di Sibari, non va assolutamente contro gli interessi di Lametia, anzi ne riconosce la 2 centralita' strategica in ambito internazionale, soprattutto verso i paesi del Mediterraneo, in supporto alle rotte commerciali che ha tracciato il porto di Gioia Tauro.
Attrezzare la Calabria di quattro piste di atterraggio e prevedere un'unica gestione del sistema aeroportuale calabrese puo', invece, rappresentare la svolta innovativa su cui puntare per velocizzare i tempi di arrivo nel territorio calabrese e per facilitare una politica di riduzione dei costi dei voli che allo stato attuale, subendo il monopolio di Alitalia - sia quella vecchia che la nuova- non e' in grado di favorire la competitivita' del trasporto aereo calabrese. Certo fare cio' dovrebbe indurci al coraggio della sfida tecnologica e della modernita', ricercando forme di trasporto piu' adatte alle nuove esigenze dei cittadini e delle merci, magari specializzandosi con vettori di piccola dimensione e perche' no anche in forme d'aereo-taxi per il trasporto delle persone'. L'assessore regionale al turismo ha quindi evidenziato che 'sostenere queste cose non significa esser contro qualcuno, ma significa essere per la Calabria e per la sua crescita economica e turistica. Sono sempre piu' convinto di chi e' orientato ad investire o a trascorrere le vacanze in questa area, perche' attratto dalle risorse agricole, naturali, storiche, turistiche ecc. che il territorio dispone e non trovando un trasporto rapido ed efficiente come il trasporto aereo, va ad investire e soggiornare in altre regioni, a discapito della Calabria.
Questa e' la mia posizione in merito al problema. Dal dibattito di questi giorni sta emergendo invece, da parte del Governo nazionale un'evidente chiusura verso la realizzazione dell'aeroporto a Sibari. Le dichiarazioni ufficiali, del Ministro alle Infrastrutture Matteoli, formulate alcuni giorni addietro, in occasione del 'Question Time' alla Camera dei Deputati e' di netta contrarieta' alla realizzazione dell'aeroporto della sibaritide, dimostrando, ancora una volta, un carattere antimeridionalista del Governo delle Destre. Sono spariti gli stanziamenti previsti dai Governi precedenti per la realizzazione dell'opera e quindi, alla luce di questi fatti inconfutabili, ci sembrano del tutto strumentali alcune posizioni assunte, in questi giorni, da esponenti di centro-destra, che in chiara difficolta' per le posizioni assunte dal Governo nazionale, tentano, maldestramente, di ribaltare la responsabilita' della mancata realizzazione dell'aeroporto, a questa Giunta Regionale'. 'Va invece ricordato - ha concluso - che questo Governo regionale, per la realizzazione di questa infrastruttura, ha destinato importanti risorse sul POR 2007-2013. Siamo disposti a collaborare con quanti, indipendentemente dall'appartenenza politica, si battono per la realizzazione dell'aeroporto internazionale di Sibari'.
(fonte ansa.it).

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