La Compagnia Valdostana delle Acque (Cva) e' uno dei 'casi di eccellenza che dimostrano come i sistemi produttivi e istituzionali alpini contengano in se' potenzialita' e risorse importanti per avviare un nuovo ciclo di modernizzazione, endogeno e non piu' innescato da attori esterni'. Un giudizio emerso dal convegno organizzato dai Comitati Territoriali di Unicredit che operano nelle regioni italiane settentrionali di montagna, che si e' svolto a Rovereto, in provincia di Trento, lo scorso 16 febbraio. L'incontro, intitolato 'L'Arco Alpino nella green economy', era dedicato alle risorse naturali ed energetiche, alla qualificazione e modernizzazione dei sistemi produttivi locali e alle nuove forme diturismo in montagna. A costituire la base di discussione del convegno era una ricerca condotta dal Consorzio A.A.Ster, commissionata da UniCredit.
Da un lato, lo studio ha messo in luce i processi di trasformazione che nei diversi territori dell'arco alpino stanno investendo la gestione delle risorse idriche a fini energetici. Dall'altro, ha presentato la Compagnia Valdostana delle Acque sottolineando come l'azienda rappresenti un modello che, accanto al ruolo forte dell'istituzione regionale autonoma, si distingue per 'il reimpiego degli utili a favore dell'ammodernamento delle infrastrutture idroelettriche esistenti e della diversificazione della produzione di energia, attraverso la creazione di impianti e piccole filiere legate alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico'. La Cva e' nata nel 1995 dall'acquisizione, tramite la finanziaria regionale Finaosta, di tre centrali idroelettriche rimaste alla societa' Ilva Centrali Elettriche, subentrata alla
Cogne al momento dello scorporo tra l'attivita' siderurgica e l'attivita' energetica. Il suo ruolo nel mercato dell'energia ha avuto un netto salto di qualita' dopo la sua incorporazione nella societa' Deval SpA, nata nel 2001 come azienda per la distribuzione dell'energia elettrica compartecipata al 51% dall'Enel ed al 49% dalla Regione tramite Finaosta nell'ambito della vendita, da parte di Enel, dei 25 impianti ubicati sul territorio valdostano. 'La nostra regione - ha commentato Giuseppe Bordon, rappresentante valligiano nei Comitati territoriali di Unicredit nonche' presidente di Confindustria Valle d'Aosta - ha iniziato a sviluppare il proprio modello di gestione delle risorse idriche, a partire dalla meta' degli anni '90. Abbiamo saputo sfruttare le opportunita' date dalla necessita' di riqualificare il settore siderurgico, recependo nel migliore dei modi le direttive europee in tema di liberalizzazione in campo energetico'.
(fonte ansa.it).

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