Pillole di Turismo
Francesca Schiavone, esempio di positività ed energia
Scritto da Administrator   
Lunedì 07 Giugno 2010 09:29
Francesca Schiavone, n. 6 del mondo del tennis, ha vinto il Roland Garros. Nell’intervista rilasciata a La Stampa ha dichiarato che questa vincita era il sogno che l’animava da bambina. Dopo tanto duro lavoro, il sogno è stato coronato a 29 anni. Francesca ci piace perché è un esempio per tutte le ragazze che inseguono i propri sogni, che devono essere perseguiti con costanza, sacrificio, impegno, intelligenza e serietà. Non ci sono limiti alla fantasia umana e all’energia che può essere canalizzata nella giusta direzione per il raggiungimento degli obiettivi. Francesca è una wonder woman non perché compie magie, né perché è bionica. Francesca è una persona che ha testa, carattere e tanti valori positivi. Questo si capisce dalle sue parole. Dal festeggiare la vittoria con una paio di jeans nuovi, al voler condividere la gioia con più persone possibili (“dovrò comprare una casa più grande, perché di solito festeggiamo con un pranzo di 10 persone, adesso saremo almeno 30”). La convivialità, il condividere le proprie emozioni con le persone che si sono vicine e ci stimolano a non arrenderci, il rimanere semplici anche quando il proprio nome fa il giro del mondo, sono sintomi di un’anima pura che non può che essere un bellissimo simbolo per lo sport italiano, per il tennis femminile. Noi siamo orgogliosi e virtualmente eravamo con tutti quei tifosi presenti alla competizione, che sostenevano Francesca durante la gara con il loro tifo convinto e grintoso. Francesca rimani “schiava” solo di te stessa, perché a noi piaci davvero tanto.

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Giugno 2010 09:32
 
Petrolio nel Lambro, corsa per fermare l'onda nera
Scritto da Administrator   
Venerdì 26 Febbraio 2010 07:50
«Stiamo operando sia sul Lambro che sull'ansa del Po e contiamo attraverso queste iniziative di fermare le diverse chiazze prevalentemente di gasolio e di altri olii industriali sversati nel Lambro», dice Antonio Monni responsabile del centro multisettori della Protezione Civile dell'Emilia Romagna. «Sono più chiazze, che scendono lungo il corso d'acqua, e che hanno, per loro natura, densità diverse». Le chiazze vengono intercettate attraverso barriere galleggianti poste nei punti più favorevoli del fiume, sia rispetto alla corrente che alla sezione del corso d'acqua. «Queste barriere - spiega Monni - hanno una parte fuori pelo d'acqua alta circa 30-40 centimetri, e una parte, una tendina zavorrata, immersa per circa 40-50 centimetri. Le barriere vengono utilizzate parallelamente a unità di recupero chiamate disoleatori, che funzionano per aspirazione, attirando e risucchiando il prodotto oleoso che è in superficie». I disoleatori sono moduli messi a terra o su galleggianti che separano l'acqua dagli idrocarburi inquinanti sfruttando il principio delle centrifugazione o il raschiamento, con un rendimento del 40-50%, ovvero che tirano fuori un liquido che per il 40-50% sono gli idrocarburi inquinanti e il resto è acqua. A seconda, poi, della concentrazione e del tipo di olii contenuti, quanto ricavato dai disoleatori viene portato con gli autospurghi direttamente agli appositi centri di raccolta o a quelli previsti per ulteriori trattamenti di separazione. Monni dice che la Protezione Civile conta in questo modo di riuscire a fronteggiare questa grave emergenza. Secondo un dato delle Regione Lombardia - precisa - dei circa 5 mila metri cubi di olii industriali finiti martedì nel Lambro, ne sono stati recuperati già mille. Oggi saranno attivate due nuove 'traversè sul Po, una all'altezza di Piacenza e una immediatamente a monte dell'Isola Serafini. Continua comunque l'allerta su tutta l'ansa del fiume Po: «Si prevede che il materiale inquinante sospeso transiterà lungo tutta l'asta del fiume Po nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara nei prossimi quattro giorni (indicativamente raggiungendo i litorali ferraresi lunedì), nonostante gli interventi urgenti attivati nella Regione Lombardia ed in corso di attuazione in Emilia-Romagna, che stanno limitando in modo considerevole le quantità di materiale inquinante in transito sul Po», scrive la Protezione Civile «raccomandandando» che vengano interrotti «preventivamente i prelievi idropotabili ed irrigui attualmente in atto nel fiume», medesima raccomandazione di interruzione «si intende estesa a tutte le attività ludico-sportive in corso di svolgimento o programmate sull'asta del fiume Po interessata dal transito del materiale inquinante».

EMERGENZA AMBIENTE Il pericolo scorre ora verso il delta del Po, e da li pronto per arrivare al mare dritto all'Adriatico, mettendo a rischio un intero sistema ecologico ed economico: l'onda 'nerà - di olio combustibile, petrolio - che ha invaso il fiume Lambro, poi riversatasi nel Po, sta provocando un'emergenza non solo ambientale, per gli animali e per l'agricoltura, di una delle zone umide tra le pi— importanti d'Europa. Secondo il Wwf «tutto l'ecosistema fluviale è in pericolo» con il pensiero che va subito «al delta del Po, molto importante per la migrazione e lo svernamento degli uccelli acquatici». Inoltre, contina l'associazione del Panda, «il delta è estremamente vulnerabile anche a causa del livello delle acque del fiume che permette una connessione diretta con molti rami laterali e con le aree di maggiore interesse naturalistico». In questa stagione, in quelle zone umide - rileva il Wwf - «vi sono migliaia di uccelli alla vigilia della cova e della stagione di riproduzione: anatre (germani reali, morette, moriglioni), aironi (aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, aironi guardabuoi), limicoli (avocette, pantane, piro piro)». Poi, questa Š un'area «fondamentale per la presenza di molte specie di pesci che si riproducono, transitano o trovano qui rifugio come l'anguilla, la cheppia, la savetta, il muggine calamita, o, nelle zone umide tra i canneti, come il luccio e la tinca». Senza dimenticare «anfibi e rettili come la testuggine palustre». Allora, dice Stefano Leoni, presidente del Wwf, è «necessario scongiurare che l'ondata di petrolio arrivi al Delta del Po, dove gli effetti potrebbero essere devastanti». Oltre a essere un habitat naturale, in questa zona - riferisce la Coldiretti - si produce «il 40% del Prodotto interno lordo, il 37% dell'industria nazionale, che sostiene il 46% dei posti di lavoro e il 35% della produzione agricola». Un'emergenza che «mette in pericolo un intero ecosistema di interesse agricolo, dove si coltiva ed alleva un terzo del made in Italy alimentare». Per far fronte all'emergenza, la Coldiretti ha messo in campo un'iniziativa: una task-force per mettere in rete le imprese agricole presenti lungo il fiume Po con l'obiettivo di tenere sotto controllo l'inquinamento, verificare il rispetto del divieto di utilizzare acqua, attuare interventi di prevenzione e segnalare le situazioni di rischio. L'area in questione riguarda il bacino idrografico pi— grande d'Italia: oltre 71.000 chilometri quadrati (un quarto dell'intero territorio nazionale) e interessa 3.200 comuni e 6 regioni (Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, e la provincia autonoma di Trento). Il bacino consente 20,5 miliardi i metri cubi di prelievi idrici all'anno di cui 2,5 miliardi per usi potabili, 1,5 per usi industriali (escluso il settore dell'energia elettrica) e 16,5 per usi irrigui. «Solo la fase stagionale e l'andamento meteorologico favorevole hanno evitato - conclude la Coldiretti - il rischio dell'inquinamento della catena alimentare».

<fonte leggo.it>

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Febbraio 2010 07:55
 
Bimbi di un asilo romano vivono tra i calcinacci
Scritto da Administrator   
Giovedì 25 Febbraio 2010 10:12
Bambini di un asilo di Roma costretti a convivere da mesi in una piccola aula circondati da calcinacci. Da ottobre i lavori in corso all'interno dell'asilo pubblico capitolino 'Coccole & Cò hanno reso inagibili la sala più grande, luogo di incontro di tutte le classi, il giardino e il cortile dell'edificio in via Monte Oppio, nel Municipio I. «La situazione è d'emergenza - lamenta il portavoce dei genitori dell'asilo, Federico Petrangeli - Il pediatra pochi giorni fa ha valutato e dichiarato inagibili la sala comune e il giardino esterno dell'asilo per il rischio della caduta di tegole o materiali dal tetto sovrastante. Inoltre c'è una palma grande da cui cadono continuamente foglie creando altri pericoli per i bimbi». «Ci sono calcinacci dappertutto e i piccoli respirano da mesi polveri con conseguenze per la salute: diversi bimbi accusano congiuntivite e tosse», aggiunge Petrangeli. I genitori non si dicono contrari ai lavori ma sono «arrabbiati per la poca attenzione nei confronti dei loro figli. Per non aver avvisato in tempo di eventuali disagi che poi si sono verificati», continua il loro portavoce, sottolineando che dopo la protesta da parte di papà e mamme, c'è stato «finalmente» questa mattina un incontro con il presidente del I Municipio, Orlando Corsetti. «Abbiamo chiesto a Corsetti l'interruzione immediata dei lavori. Di venire incontro a questa emergenza rinviando la ristrutturazione dell'asilo ai mesi estivi, luglio e agosto, quando i bambini non lo frequentano». Il presidente del I Municipio, spiega Petrangeli, si è detto disponibile ad «un nuovo incontro per l'8 marzo. Ci auguriamo che la situazione possa risolversi al più presto», conclude. «L'incontro dell'8 marzo servirà per fare solo il punto sulla situazione», precisa il presidente del I Municipio Corsetti sottolineando a Ign, testata online del sito Adnkronos, che nel corso dell'assemblea straordinaria di questa mattina sono stati elencati la serie di interventi (con l'impiego di risorse pari a 10.000 euro pe ril cortile) che il Comune di Roma intende sostenere per rispondere all'emergenza. «Innanzitutto da una verifica negli ambienti interni dell'asilo - spiega Corsetti - abbiamo deciso come prima necessità la messa in sicurezza del tetto nella sua totalità. Venendo incontro alla richiesta dei genitori dei bambini, i lavori cominceranno a fine giugno per essere completati all'inizio di settembre in tempo per l'apertura del nido». «Da domani e per dieci giorni la priorità sarà dunque la messa in sicurezza dell'asilo - ribadisce Corsetti - con la chiusura della sala grande e interventi per salvaguardare eventuali calcinacci anche all'esterno dell'edificio. Ci sono anche le risorse per risolvere i problemi nel cortile come la potatura della palma: 10.000 mila euro e una convenzione con la Multiservizi». Corsetti definisce l'incontro di oggi «positivo»: «C'è una disponibilità al dialogo e una volontà comune di risolvere i problemi dell'asilo».
<fonte leggo.it>

 
Per Federalberghi Ok ai casinò nei 5 stelle
Scritto da Administrator   
Mercoledì 21 Ottobre 2009 06:53
Federalberghi Roma sostiene la proposta del ministro Brambilla di autorizzare l'apertura di casinò nei 5 stelle, dichiarandosi pronta a sostenere tutti gli associati che avessero intenzione di aprire una casa da gioco all'interno del proprio hotel di lusso. «Si tratta di un provvedimento - ha detto il Presidente Giuseppe Roscioli - che potrebbe aiutarci a recuperare il terreno perduto nelle ultime stagioni in termini di competitività internazionale»

 
Rai contro Sky: chiavetta inutile
Scritto da Administrator   
Mercoledì 21 Ottobre 2009 06:42

«L'annuncio di Sky, collegato alla campagna di lancio per i nuovi decoder in HD, di una prossima Digital Key in grado di ricevere i canali free della piattaforma digitale terrestre ha più i connotati di una abile campagna promozionale e di marketing che di una reale messa a disposizione a tutti i della programmazione digitale terrestre in chiaro». parabola

Inizia così la lettera inviata dal direttore generale della Rai, Mauro Masi, al cda all'indomani dell'annuncio da parte della tv di Murdoch che sarà possibile vedere il dtt sul decoder di Sky. Scrive Masi: «La chiavetta di Sky, infatti, sarà disponibile soltanto per i decoder in Sky HD e My Sky HD che costituiscono una quota di minoranza dell'utenza Sky inferiore al 10%. L'utilizzo dunque di questo strumento sarà, anche nel tempo, circoscritto. Di fatto la limitazione dell'uso della chiavetta ai decoder Sky di nuova generazione ed in particolare a quelli in HD restringe ancor di più il numero di abbonati serviti dalla Digital Key poichè questi dovranno essere dotati di un televisore Full HD. Notoriamente tutti i nuovi televisori sono obbligatoriamente provvisti di un decoder digitale terrestre integrato: la visione del digitale terrestre integrale è dunque già garantita dal televisore.

 
Scoperti 32 nuovi pianeti extrasolari
Scritto da Administrator   
Martedì 20 Ottobre 2009 12:11
Un vero colpo da record, con tante interessantissime implicazioni. A Porto, in Portogallo, durante la conferenza «Verso altre terre» i protagonisti del progetto HARPS (High Accuracy Radial Velocità Planet Search) hanno annunciato di aver scoperto addirittura 32 nuovi pianeti extrasolari, cioè orbitanti attorno ad altre stelle della nostra galassia Via Lattea: sono tutti delle superterre e nessuno è abitabile. Il progetto era partito cinque anni fa sotto la guida di Michel Mayor dell’Osservatorio di Ginevra ed ha coinvolto una ventina di astronomi europei. nuovi pianeti
 
IL SEGRETO DEL SUCCESSO - La chiave del loro successo è stato uno strumento particolare installato sul telescopio di 3,6 metri dell’ESO (European Southern Observatory) operante a La Silla, in Cile. Si tratta di uno spettroscopio ad alta risoluzione estremamente preciso con il quale gli scienziati hanno misurato i piccoli movimenti (avanti e indietro) indotti sulla stella dalla rotazione dei pianeti che gli girano intorno, arrivando persino a cogliere variazioni di velocità di 3,5 chilometri orari. Con HARPS gli studiosi hanno rilevato la presenza di 75 pianeti nell’arco di cinque anni in 30 sistemi planetari diversi, sui circa 400 pianeti extrasolari finora scoperti in totale da tutti i cacciatori impegnati su questa appassionante frontiera. Gli identikit planetari si sono mostrati estremamente diversi: da corpi poco più grandi della Terra a giganti più consistenti con masse diverse volte quella di Giove. «Queste osservazioni hanno certificato agli astronomi la diversità della popolazione planetaria esistente intorno agli astri lontani, aiutandoci a spiegare meglio la formazione dei sistemi solari che prima si basava soltanto sul nostro» nota Nuno Santos, del gruppo di ricerca. Il team ha anche preannunciato nuove sorprese per le prossime settimane. Non resta che aspettare.
 
(fonte corriere)

 
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